Scuola di magia
Che magia!
La scuola di magia Hokus-Pokus attira come una magia
Giù il cappello: i bambini imparano, con professionisti appositamente qualificati, numeri di spettacolo e giochi di prestigio. La noia scompare come per magia quando gli apprendisti maghi fanno uscire da sotto la manica o dal loro baule magico strabilianti sorprese. Il baule tra l’altro lo trovate anche in vendita.
A sei anni stare già su un palcoscenico – ci vuole coraggio!
Simsala-Smiley. C’è forse qualcosa di strano se Smiley anche nel pronunciare le parole magiche si azzarda a fare il monello? No, ma certamente è una magia speciale quella che si sono inventati: la scuola di magia Hokus-Pokus, che attira tutti nel suo incantesimo! Quindi state attenti quando incontrate questo simbolo. E state attenti al cappello: perché da lì ne salteranno fuori delle belle!
Alla scuola di magia Hokus-Pokus i bambini imparano, con professionisti appositamente preparati, numeri di spettacolo e fanno uscire strabilianti sorprese da sotto la manica. E la noia semplicemente scompare! Sì, se la mettiamo così, un pizzico di sale magico dà il giusto sapore alla vacanza… Il sale lo si trova tra l’altro insieme alla bacchetta magica ed insieme a molto altro nel baule magico, che trovate in vendita! E com’era già quell’unica vera parola magica, che fa sparire in un baleno le solite idee per le vacanze e in men che non si dica fa comparire le migliori destinazioni d’Europa per le vacanze con tutta la famiglia?!
Luca si è lanciato e nel circo-hotel Urbani ha imparato a fare i giochi di prestigio.

Bambino mago “Ho fatto veramente il mago! È stato molto difficile. Si devono tenere le dita nel modo giusto e si deve anche imparare a truccarsi. E poi si deve fare attenzione che i genitori non vedano come funziona il trucco.
All’inizio non sapevo fare quel numero con il bottone, ho dovuto esercitarmi molto per imparare. Ma comunque non posso svelarti come funziona, è un segreto! Alla fine della vacanza, poi, abbiamo fatto uno spettacolo. Ero diventato bravo, perciò il numero con il bottone l’ho fatto io.
Sai una cosa? Alla fine i miei genitori non sono riusciti a capire come funziona!”





